Consigli per una felice RCS

[Editor's note: This is from a reader in 2007 and is based on my vaginoplasty tips page.]

Consigli per una felice R.C.S.

by Esther 2003

 

N.B. : Tutti i periodi indicati si riferiscono dal ritorno a casa, salvo diversa segnalazione

 

QUANTO SEGUE É LA TRADUZIONE DI DOCUMENTAZIONE TROVATA SU INTERNET ED IN PARTE É ESPERIENZA PERSONALE

 

Prima dell’intervento

·        Tieni a portata di mano la sentenza, gli esami per ricerca epatiti ed HIV, i dilatatori

·        I farmaci usati durante l’anestesia, nella degenza ospedaliera, il liquido sieroso fuoriuscente dalla neovagina e, successivamente, i lubrificanti usati per le dilatazioni, possono facilmente favorire il riformarsi ed infiammarsi delle emorroidi. Un farmaco da banco può alleviare i sintomi, ma una più precisa ricetta od indicazione medica è preferibile, in quanto anche le dilatazioni ne possono risentire negativamente

·        Si raccomanda vivamente di smettere di fumare almeno un mese prima dell’intervento, in quanto comporta il rischio di complicazioni durante e subito dopo l’intervento. In particolare fa diminuire la circolazione del sangue nei tessuti, della pelle in particolare, e può provocare l’ischemia dei tessuti, una scadente guarigione, brutte cicatrici e perdite di tessuto. Considera inoltre che in ospedale non potrai fumare

·        Se hai sufficiente spazio nel bagaglio, è molto utile un cuscinetto, preferibilmente con rilievi a guscio d’uovo, da mettere sotto le natiche, in quanto il letto d’ospedale è generalmente sconfortevole

·        Prevedi un viaggio di ritorno agevole

·        Bagaglio leggero, raccomandati quelli con rotelle. Non sarai in grado di portare con te cose pesanti appena operata. Consiglio di portare solo quanto è strettamente necessario (leggere: Cosa portare con sé)

·        Prevedi almeno quattro settimane di assenza dal lavoro

 

Intervento/Degenza ospedaliera

·        Puoi usare un gel per capelli (specie se lunghi) il giorno dell’intervento per evitare nodi in seguito

·        Cerca di spostare il peso del tuo corpo, almeno per i primi due giorni dopo l’intervento, da una parte all’altra per evitare di dare pressione sempre sullo stesso posto

·        Tutti i farmaci non somministrati vanno espressamente richiesti a voce al personale addetto (come ad es.: antidolorifici, sonniferi, ecc)

·        Potrebbe essere necessario richiedere dei lassativi. La costipazione è molto comune dopo l’anestesia e per il non muoversi molto. Potrebbero essere di aiuto dei succhi di prugna e zucchero

·        Per il riposo, compreso il dormire, possono essere utili dei tappi per le orecchie. Le apparecchiature che ti circondano possono tintinnare e sfregare con rumore, i chiacchierii nel corridoio e quelli provenienti da altre sale di degenza, ed in generale il rumore dell’ambiente ospedaliero, possono non farti riposare

·        Il personale medico e paramedico è, in generale, sensibile ed attento. Può aiutarti a risolvere rapidamente le tue esigenze e non aver timori a dirgli come ti senti

·        Chiedi od acquista personalmente succhi di frutta e bevi molti liquidi (è caldamente consigliato a partire dal momento in cui viene applicato un tappo al catetere, quinto giorno dall’operazione solitamente)

·        Possono essere di molto aiuto dei familiari o persone amiche nel periodo immediatamente successivo all’intervento

·        Inizia a preparare i bagagli il giorno prima del ritorno a casa

·        Spedisciti ogni eventuale eccesso di cose (vestiti e biancheria sporca, libri, ecc) se non vuoi caricarti di pesi per il ritorno, specie se non hai chi ti possa aiutare a portare i bagagli

 

Cura e mantenimento post-operatorio

·        Camminare aiuta nella guarigione ed è utile per il sistema digerente

·        Prendi gli antidolorifici col cibo, se prendendoli a stomaco vuoto ti causano nausea

·        In caso di colpi di tosse, venti di guerra o starnuto, rimuovi con veloce calma il dilatatore, senza cercare di volerlo mantenere al suo posto, in quanto può essere molto doloroso

·        Dopo una doccia o un bagno, mettiti come quando si va ad urinare per far fuoriuscire l’eventuale acqua rimasta. Eviterai futuri problemi

·        Rimani senza intimo (slip, guaine, ecc) quanto più possibile per le prime due settimane

·        Prenditi estrema cura delle linee di sutura che sono visibili e che impiegano molto tempo a guarire

 

Prima di partire …     (vedi anche: Consigli per gli acquisti)

È arrivato il momento del ricovero. Hai i tuoi biglietti di viaggio, eventuali prenotazioni per pernottamenti, i bagagli pronti, ecc. Ma cosa può essere necessario quando ritorni a casa? Quello che segue è una raccolta di notizie che possono aiutarti nei primi tempi dopo le dimissioni dall’ospedale. Quello che attraverserai non sarà facile, ma hai fatto in modo di renderlo possibile, e quanto segue spero possa servire a rendere le tue giornate un po’ più facili.

Avrai sicuramente bisogno di diverse confezioni di pannolini fortemente assorbenti e diverse confezioni di pannolini normali. Quelli fortemente assorbenti servono per le prime quattro settimane dopo la degenza ospedaliera, e gli altri dopo questo periodo. Avrai bisogno di cambiare il pannolino dopo ogni dilatazione, probabilmente anche dopo essere stata in bagno e prima di andare a letto, per cui avrai bisogno di almeno sei pannolini per giorno. Sarebbe una buona idea acquistarli durante i saldi o le offerte speciali nei mesi precedenti il ricovero. È preferibile scegliere quelli senza canaline.

Nel periodo immediatamente seguente il ritorno a casa, cerca dei docciatori vaginali usa e getta ai quali inserire una miscela di Amuchina (0,3%) ed acqua o Betadine (un cucchiaino per 200 cc d’acqua). Dopo questo periodo, è consigliabile usare dei docciatori vaginali, che sono provvisti di un bulbo di plastica morbida comprimibile ed una pipetta rimovibile, ai quali inserire una delle miscele precedentemente indicate oppure una con aceto (un cucchiaio d’aceto per litro d’acqua), oltre alla soluzione fisiologica (sale con acqua al 0,9 %, che puoi anche preparare da sola con tre cucchiaini colmi di sale in un litro d’acqua, meglio se distillata).

È utile acquistare alcune confezioni di fazzolettini per l’igiene intima (sono già preinumiditi), in quanto consentono una delicata pulizia dell’area operata, e con un po’ di Betadine provvedono alla disinfezione della parte operata e dell’area anale dopo ogni movimento di corpo.

Per la dilatazione avrai bisogno di grosse quantità di lubrificante, come può esserlo il Luan. Assicurati di averne almeno sei confezioni prima di partire per l’operazione. Non usare lubrificanti liquidi per almeno tre mesi, in quanto interferiscono con la guarigione della parete vaginale.

Per l’inserimento del dilatatore, applicare il lubrificante allo stesso spesso non consente un’adeguata lubrificazione interna, e questo può causare irritazione o forte dolore. Una soluzione a questo problema è quella di usare un applicatore, anche riusabile, come quelli che si possono trovare nelle confezioni di Euclointima gel vaginale.

Avrai bisogno di forti quantità di prodotti per la pulizia ed asciugatura dopo il ricovero, specialmente dopo la dilatazione. I lenzuoli di carta e la carta assorbente sono sicuramente utili, ma possono lasciare residui indesiderati. In particolare per l’asciugatura (specie dopo la docciatura vaginale) è consigliabile usare degli asciugamani da usare esclusivamente per questo scopo. Avrai bisogno anche di diversi “tovagliolini” impermeabili (come ad es.: Dignity salvaletto, traverse monouso, formato 40 x 60) da mettere sotto di te quando fai le medicazioni e le dilatazioni.

Può essere utile avere delle compresse o fiale di Vitamina E. Studi medici hanno dimostrato che incrementano il tasso di guarigione delle ferite od incisioni e riducono la quantità di tessuto cicatriziale. È altresì vero che non tutte rispondono ugualmente allo stesso modo. Assolutamente non usare all’interno della vagina.

Può essere altresì utile un antibiotico a largo spettro, e qualora il chirurgo raccomandi di prendere antibiotici, usare delle pastiglie di Ciproxin.

Come antidolorifico raccomando il Contramal (necessita di ricetta medica, obbligatoria), che non ha l’effetto di rendere insensibile la parte operata.

Per i lavaggi vaginali, si può utilizzare anche una siringa da 50-60 cc con due cateteri vaginali del nr. 12, da utilizzare per ogni dilatazione. L’alternativa, per non spendere molti soldi, è quella di sterilizzare il tutto, per alcune volte, con Amuchina al 20%.

Per una buona guarigione è necessaria una buona alimentazione. Non sarai in grado di fare molto per diverse settimane, per cui ti consiglio di fare scorta di cibi nutrienti che siano facili da preparare (surgelati, precotti, ecc.) o prepara dei cibi prima di partire e mettili nel congelatore.

 

Risposta post-operatoria

Periodo immediatamente successivo all’intervento

Pare ci siano diverse cose potenzialmente dolorose e pericolose: un insieme di suture che si dissolvono vicino al perineo. Alcune hanno inavvertitamente schiacciato l’uretra contro la massa pubica durante l’inserzione: fare molta attenzione in quanto questo può causare dei pericolosi blocchi uretrali. Altre hanno avvertito dolore non appena il dilatatore passa la prostata. Altre ancora hanno avvertito dolore quando dei liquidi sono fuoriusciti dalle labbra.

Dopo il ritorno a casa è importante che tu dia al tuo corpo il riposo che necessita in quanto esso richiederà tutta l’energia che gli serve per la guarigione. Ascolta il tuo corpo e, se ti senti stanca, fai un sonnellino. Non sforzare te stessa e non sognarti di riprendere l’abituale attività lavorativa. Assolutamente non alzare cose pesanti per almeno un mese, può provocare il prolasso vaginale. La mancata applicazione di queste semplici regole può provocare effetti negativi sulla guarigione, e quindi in generale sui risultati dell’intervento operatorio. Come già detto, da sei a otto settimane di riposo, o comunque non meno di quattro.

Dopo due o tre settimane, probabilmente, ti sentirai forte abbastanza per tentare di ritornare alle normali attività. Per esempio, sentirti forte abbastanza per lo shopping al mercato vicino a casa e scoprirti totalmente esausta dopo 30 minuti.

Ogni persona ha tempi diversi risponda nella guarigione e risposte fisiche diverse. Per esempio, potrai notare diversi gradi di livido e decolorazione attorno all’area operata. Potranno esserci pochi e piccoli lividi sulle coscie e sulle natiche, sino ad arrivare all’ombelico. La maggior parte di questi lividi scolorirà in breve tempo, ma qualcuno rimarrà per diverse settimane.

Un generale sgonfiamento dell’intera area operata è la risposta tipica, e questo procede solitamente con la decolorazione. La riduzione del gonfiore può richiedere sei settimane, o anche di più.

Se noti che delle parti della zona operata si gonfiano, specialmente lungo le linee di sutura o se queste si scollano assieme a dolori, arrossamenti e aumento di temperatura localizzati cerca subito un dottore.

Qualcuna riferisce di punti di sutura nelle labbra che non si dissolvono da soli dopo tre settimane, ma qualsiasi medico può toglierli.

Un’altra cosa che può succedere sono le linee di sutura che guariscono troppo in fretta. Succede normalmente nell’area fra la vagina e l’ano con la formazione di una incisione appena aperta. Tieni la zona accuratamente pulita, metti un unguento antibiotico e dovrebbe guarire da sola.

Fino a quando la zona operata non si sgonfia completamente, è probabile urinare “a spruzzo” in tutte le direzioni, compresa te stessa. È una cosa spiacevole ma non pericolosa.

Ognuna ha una differente sensibilità al dolore, così non è possibile dire quanto dolore proverai. Però, se pur prendendo degli analgesici o antidolorifici, senti ancora molto dolore, contatta subito il medico. Probabilmente sentirai che il dolore è meno forte quando ti stai distendendo, così distenditi con tranquillità. Proverai, nella prima fase del tuo ricovero, un veloce incremento di dolore alla parte operata, cambiando posizione da distesa a in piedi. Questo è dovuto al sangue che si accumula, per forza di gravità, nella parte bassa del tuo corpo. Questa sensazione diminuisce con il procedere della guarigione.

Devi aspettarti la fuoriuscita di diverse qualità di fluidi nelle prime settimane dopo l’intervento. Potrai verificare la presenza nei pannolini di modeste quantità di sangue e plasma (un liquido chiaro e giallognolo), che diminuiranno con la guarigione. Se noti però una emorragia continua, anche di modesta entità oltre la seconda settimana, ma che rende i pannolini fortemente inzuppati, oppure discrete o grandi emorragie, consulta immediatamente il medico.

Altra cosa frequente è la formazione di tessuti morti in diverse parti dell’area operata. Quando il chirurgo ridispone i tessuti, il nostro corpo rimuove gradualmente alcune parti di pelle od altri tessuti che non vengono utilizzati nella nuova posizione. Il “disseccamento” dei tessuti può avvenire in piccoli mucchi o chiazze di sostanza bianca o bianco-giallastra, sia esternamente che internamente alla vagina. Il loro ammontare dipende dalla tecnica chirurgica utilizzata, e può variare da piccolissime quantità a chiazze più estese in alcuni casi. Questo processo termina dopo due o tre settimane. Se noti però qualsiasi segno di infezione, come gonfiori localizzati, dolore, arrossamento e/o accaloramenti, o senti cattivi odori, consulta immediatamente il medico.

A causa del particolare tipo di operazione, è inevitabile che diversi nervi vengano irritati, danneggiati o lesionati irrimediabilmente. Questo può causare l’intorpidimento e/o il formicolio della parte operata e di quella circostante. La maggior parte di queste aree ritorna alla normalità quando i nervi riacquistano sensibilità. Ricorda però che il processo richiede circa un anno, per cui non aver paura.

Può succedere che si verifichi il fenomeno del “dolore fantasma” o “prurito fantasma” o, più in generale, di “arto fantasma”. Il nostro cervello ha costruito una mappa tridimensionale dei nervi terminali di tutto il nostro corpo. Per esempio, un nervo terminale localizzato 170 cm sotto e 26 cm in avanti e sulla destra, corrisponde grosso modo al pollice del piede destro. Così, se fai cadere qualcosa sul tuo piede, il tuo cervello ottiene il segnale del nervo terminale ed avverte la parte conscia del tuo cervello che il tuo piede necessita attenzione. Durante l’operazione i tessuti ed i nervi terminali vengono spostati, anche notevolmente, rispetto alla posizione originaria. Siccome il cervello non ha il tempo sufficiente di aggiornare la nuova mappa, può avvisarti che stai provando un prurito lancinante in qualche posto del tuo inguine, quando invece quel particolare nervo terminale è adesso profondamente dentro di te. Tu puoi automaticamente cercare raggiungere quel luogo ed essere sorpresa che quello che cerchi non lo puoi graffiare. È una cosa che scompare rapidamente non appena il cervello farà gli opportuni adattamenti.

Prima e dopo l’operazione è necessario un periodo di astinenza dagli ormoni (solitamente un mese prima ed uno dopo). Questo può causare improvvisi ed imprevedibili cambi di umore e/o depressione, sintomi di menopausa (vampate di calore, dolori), improvvise crisi di pianto senza apparente ragione. È una cosa temporanea che si risolve da sola alla ripresa dell’assunzione di ormoni. Se queste sensazioni ti potranno sembrare opprimenti, contatta l’endocrinologo.

 

Igiene

Una buona igiene è fondamentale. L’area operata va mantenuta assolutamente pulita, ed è fondamentale dopo un movimento intestinale. I fazzolettini igienici sono probabilmente più confortevoli e danno una pulizia più accurata che la carta igienica. Dopo che l’area è stata accuratamente pulita, umidifica un fazzolettino con Betadine e pulisci l’intera area, iniziando dalla zona operata. Ricordati di pulire sempre dal davanti al dietro per evitare di contaminare la zona operata. Una minuziosa pulizia dopo la dilatazione è altrettanto importante. Se raccomandato, applicare la Vitamina E ed un unguento antibiotico.

È fortemente raccomandato l’uso di Betadine. È un potente disinfettante, e l’uso previene il formarsi di infezioni.

 

Dilatazione

Ora parlo di quanto sembra preoccupare molte al massimo: la temuta dilatazione. Bisogna essere oneste. Impegna molto tempo, generalmente impegnativa e qualche volta è dolorosa. Ma, dopo l’igiene, è la cosa più importante che può assicurare il successo dell’intervento. La mancanza di adeguate dilatazioni può portare a pericolose ferite, o la mancanza di un’adeguata profondità e larghezza della vagina. Se comprendi quanto sono determinanti, potrai dedicarti con maggior attenzione alle tue cure.

Fai molta attenzione se la dilatazione viene effettuata sotto l’effetto di medicinali antidolorifici (come ad es.: Tachidol), ti puoi far del male senza saperlo in quanto non riesci a percepire questi segnali.

Può talvolta sembrare ci sia un volume limitato (della vagina), più piccolo, di quello necessario per inserire il dilatatore, e le cose potrebbero essere effettivamente così.

 

Preparazione

Seguire quanto più strettamente ed attentamente possibile le istruzioni del chirurgo. Ognuno ha diversi dilatatori e differenti istruzioni per l’uso, così un consiglio dato ad una persona può non esserti utile.

Urinare e defecare prima della dilatazione possono talvolta rendere la dilatazione più confortevole. L’igiene deve essere estremamente accurata. Per molte malattie si sa quando iniziano ma non come finiscono. Lavarsi le mani con un sapone antibatterico prima di iniziare. Stendere un asciugamano con sopra carta assorbente o tovagliolini di carta.

 

Dilatazione – Consigli di massima

La dilatazione deve considerarsi il primo lavoro da fare e richiede disciplina. La disciplina è, talvolta, sapere di dover fare qualcosa che non piace ma farla ugualmente.

LA DILATAZIONE VA FATTA PER TUTTA LA VITA.

La preoccupazione principale che deve avere una neo-operata è quella di assicurarsi che la propria vagina guarisca correttamente, mantenga le dimensioni originarie e rimanga funzionale.

Nel caso dovessi avvertire problemi che causano eccessivo dolore o difficoltà nella dilatazione, è assolutamente necessario parlarne col proprio chirurgo per evitare perdita di profondità, costrizione vaginale (stenosi) e parziale o totale prolasso vaginale. Non evitare la dilatazione perché fa male, questo può provocare il prolasso vaginale. Rischi di vanificare i tuoi sforzi e quelli del chirurgo.

Segui le istruzioni del tuo chirurgo riguardo la frequenza ed il tempo di dilatazione. Il punto di arrivo è di essere capace di raggiungere l’intera profondità vaginale (questa varia da persona a persona) senza eccessive difficoltà. Con il passare del tempo sarai in grado da sola di giudicare quando puoi ridurre il numero di sessioni giornaliere. Ricordati però che è meglio dilatare di più che di meno.

Per prima cosa, metti assieme tutto quanto ti serve, cioè i dilatatori, il lubrificante, tovagliolino impermeabile, un asciugamano, i cateteri vaginali, il “siringone” (in alternativa a queste due ultime cose è possibile usare il docciatore vaginale), i fazzolettini igienici, i medicinali necessari per la disinfezione, come Betadine o NeoMercurocromo, i liquidi necessari per il lavaggio vaginale (soluzione con Amuchina e soluzione fisiologica, cioè sale diluito al 0,9%). Pulisci le mani con molta cura, meglio se con un sapone antibatterico. Metti il tovagliolino impermeabile sul letto e sopra stendi alcuni fogli di rotolo di carta assorbente.

Talvolta un piccolo cuscino sotto le natiche può essere di aiuto. Devi essere capace di rilassarti più che puoi, specialmente i muscoli dell’inguine e del basso addome, per minimizzare la scomodità. La musica dolce può aiutarti in questo, come altrettanto può esserlo la meditazione od il training autogeno. Un errore molto comune è quello di allargare le ginocchia il più possibile o mettere i talloni vicino alle natiche e stendere le ginocchia lontano fra loro. Questo non fa altro che rendere l’inserzione del dilatatore molto più difficile in quanto tende i muscoli delle coscie e del basso addome, rendendo tutto più stretto e difficoltoso. Al limite tenere le ginocchia assieme coi piedi pressappoco alla larghezza esterna delle anche. Il miglior suggerimento è quello di avere un ginocchio in alto, con l’altra gamba distesa e rilassata, girando il piede in modo che il rosa del ditone sia nascosto dalla coscia: questo aiuta molto a rilassarla. Quando si hanno entrambe le gambe in fuori e diritte e si usano le braccia per posizionare il dilatatore, si ha la tentazione di ancheggiare l’addome. Un modo per alleviare questo problema è quello di avere un paio di cuscini dietro le scapole ed il collo per permettere un facile raggiungimento della posizione del dilatatore (massima profondità).

Un’altra maniera che può funzionare è quella di mettere un paio di cuscini sotto i polpacci. Questo permette il completo rilassamento delle coscie. Ancora, fai attenzione a non ancheggiare l’addome quando il dilatatore raggiunge la posizione di massima profondità.

Un altro buon sistema può essere quello di distendersi completamente con le gambe sopra l’altezza delle braccia.

Una tecnica per facilitare l’inserimento di dilatatori di diametro più grande, è quella di prenderne uno di diametro inferiore e stringere forte i muscoli della vagina. È importante mantenere la pressione muscolare sul dilatatore e si può, per brevi periodi di tempo, tenerlo dentro con le coscie fortemente attaccate fra loro.

Metti i tuoi piedi all’incirca sulla linea esterna delle anche, e piega le tue ginocchia di circa 45 gradi. Sposta le ginocchia in fuori solo quel tanto che basta per mettere la mano in mezzo.

Nei primi mesi dopo l’intervento (indicativamente i primi sei) devi provvedere al lavaggio vaginale almeno una volta al giorno, od anche di più, secondo necessità. Prima di tutto metti la padella sanitaria sopra il tovagliolo, come detto più sopra, ed appoggiatici sopra. Prendi un cateterino vaginale (quelli del nr. 12 sono i più indicati) ed inseriscilo più che puoi nella vagina. Con il siringone al quale hai applicato l’altro cateterino, preleva l’Amuchina diluita. Stacca quest’ultimo catetere ed unisci il siringone al cateterino inserito in vagina e spingi molto forte lo stantuffo. Questo serve per una buona pulizia e disinfezione. Sempre utilizzando il sistema precedente, preleva la soluzione fisiologica ed anche questa volta, spingi molto forte lo stantuffo. Ancora una volta preleva la soluzione fisiologica ma stavolta spingi piano lo stantuffo e contemporaneamente tira fuori molto piano il cateterino, per una pulizia completa della vagina. La soluzione con Amuchina va sospesa dopo circa due mesi. Al suo posto si può utilizzare una soluzione con aceto (un cucchiaio per litro d’acqua) oppure la sola soluzione fisiologica. Ora puoi togliere la padella sanitaria.

Continuo ora con la pulizia esterna della vagina. Segui i consigli che ti darà il chirurgo. Se vuoi, puoi prendere un fazzolettino igienico, inumidiscilo con Betadine e pulisci bene. In alternativa, puoi pulirti con una soluzione di Amuchina su del cotone e poi metti, specie sulle linee di sutura, del NeoMercurocromo.

 

Lubrificazione

Lubrificare accuratamente il dilatatore ed eventualmente la vagina. Se indicato, utilizzare il lubrificante indicato dal proprio chirurgo, specialmente nei primi tre mesi. Diversamente, il Luan è fortemente raccomandato. Qualcuna trova utile l’applicatore vaginale (reperibile nelle confezioni di: Euclointima gel vaginale, ecc), ed inoltre l’applicatore è raccomandato da diversi chirurghi. Dalla letteratura internazionale risulta che l’uso di lubrificanti liquidi nei primi tre mesi dopo le dimissioni dall’ospedale, può causare la granulazione della parete vaginale, per cui si raccomanda particolare attenzione nello scegliere quello adatto.

Nel caso in cui il dilatatore abbia difficoltà nell’uscire, un leggero movimento dovrebbe bastare. In ogni caso tenere vicino a sé una piccola coppa d’acqua per inumidire la parte di dilatatore vicina alla vagina.

 

Inserzione

Ora prendi il dilatatore che adopererai, puliscilo, disinfettalo e lubrificalo molto bene. Noterai che, quando inserisci il dilatatore, molto del lubrificante che hai usato verrà “raschiato” via come questo passa nell’apertura vaginale. Quindi è utile inserire del lubrificante nella vagina prima di inserire il dilatatore. Puoi farlo inserendolo con le dita, oppure con un apposito applicatore o, meglio ancora, con un piccolo beccuccio da applicare al lubrificante. Nel caso dell’applicatore, riempilo ed inseriscilo nella vagina e premi lo stantuffo. Questo farà in modo di avere una buona lubrificazione esattamente dove ne hai bisogno. Rilassati ed apri le gambe in una posizione che ti sia comoda.

Prima di iniziare, muovere i muscoli che hanno bisogno di essere rilassati e fletterli. Sono gli stessi muscoli che vengono usati per urinare. Iniziare piano. Le dita possono essere utili e puoi realmente sentire quali muscoli vanno effettivamente rilassati. Mettere dentro un dito e poi comprimerlo con i muscoli vaginali. Questo dovrebbe servire a rilassarti.

Partire con un dilatatore piccolo se quello di misura superiore fa male. Può succedere che i primi 5 cm di vagina siano i più dolorosi, sia inserendo che togliendo il dilatatore.

Il dilatatore deve essere inserito ad una giusta angolazione per evitare di danneggiare la parete vaginale.

NON INSERIRE MAI IL DILATATORE AD UN ANGOLO DAL BASSO VERSO L’ALTO.

INSERISCI SEMPRE IN LINEA ORIZZONTALE (se con le gambe orizzontali) O LEGGERMENTE DALL’ALTO VERSO IL BASSO (se con le gambe piegate), e puntare verso l’ombelico.

Può essere necessario mettere un dito all’estremità del dilatatore ed applicare una leggera pressione fino a quando il dilatatore non passa la massa pubica. Inizia l’inserimento del dilatatore con movimenti rotatori in avanti ed all’indietro, da un quarto a metà in ogni direzione, applicando un leggera pressione per inserirlo nella vagina. In alternativa puoi ruotare il dilatatore in una direzione mentre applichi la pressione. La rotazione renderà l’inserimento più facile. Come il dilatatore entra nella vagina, potresti sentire il dilatatore difficile da inserire o ruotare. O non sei abbastanza lontana dalla massa pubica o hai “incontrato” il muscolo pubococcigeo. Quando il chirurgo ha creato la cavità vaginale, ha fatto una apertura in questo muscolo affinché la vagina vi passi attraverso. Questo muscolo non è preparato a cose che lo possano pungere o attraversare, e può iniziare a procurarti degli spasmi o dei crampi. Questa situazione può non farti sentire in grado di far passare il dilatatore attraverso. Il rilassarsi può aiutare moltissimo, ma potrebbe essere necessario cercare di rilassare il muscolo pubococcigeo. Raggiungi l’interno della tua vagina con un dito pulito e localizza l’area dove senti che il dilatatore si ferma. Massaggia dolcemente tutta la zona e cerca di inserire nuovamente il dilatatore. Il muscolo pubococcigeo sarà rapidamente “addestrato” ad accettarlo, e dovresti risolvere questo problema con relativa velocità. Continua a ruotare ed inserisci ancora il dilatatore fino a quando raggiungi la massima profondità. Sebbene la sensazione sia difficile da descrivere, dovresti essere capace da sola a capire quando la raggiungi. Una volta raggiunta la massima profondità vaginale, continua a ruotare il dilatatore ed applica ancora una leggera pressione verso l’interno. Questa leggera frizione assieme al dilatatore che ruota ti aiuterà a distendere i tessuti. Se la rotazione dovesse essere difficoltosa, togli il dilatatore ed applica ancora del lubrificante sulla punta dello stesso, oppure usa l’apposito applicatore per inserire del lubrificante internamente. Una volta che il dilatatore è inserito, rilassa le gambe e solleva le ginocchia assieme tenendole diritte più che puoi. Puoi anche cercare di ruotare leggermente su te stessa con le ginocchia leggermente piegate, se lo vuoi.

Se hai dei dubbi sul raggiungimento della massima profondità vaginale, non spingere in su te stessa con i muscoli addominali. Metti invece del cuscini sotto le scapole ed il collo per aiutarti.

Togliere il lubrificante dopo la dilatazione non è sempre necessario, ma fallo di tanto in tanto. Ricordati comunque di fare regolarmente, una buona pulizia vaginale, anche dopo un rapporto sessuale, per mantenere la vagina pulita e libera da cattivi odori.

Una misura accurata della profondità vaginale può essere fatta subito dopo la dilatazione. Estrai il dilatatore e puliscilo dal lubrificante rimasto attaccato. Inserisci nuovamente il dilatatore e ruotalo in una direzione per tre o quattro volte. Nella vagina è rimasta una quantità di lubrificante sufficiente per questo scopo. Rimuovi ancora il dilatatore e misura la parte lubrificata.

Dopo la dilatazione pulisciti come precedentemente descritto. Pulisci il dilatatore e l’applicatore con sapone antibatterico liquido ed acqua. Per mitigare la scomodità post-dilatazione, puoi fare un bagno caldo, od applicare panni umidi e caldi all’inguine.

Uno dei problemi che molte hanno incontrato è come mantenere la frequenza delle dilatazioni una volta ritornate al lavoro. Qualcuna ha usato l’infermeria, altre il bagno delle donne, e così via. È una situazione che devi risolvere da sola ancora prima dell’intervento, e dipende dalla tua particolare situazione lavorativa.

 

Tempi e metodi

Quelle che seguono sono le indicazioni fornite in Italia (1° metodo) ed altri paesi stranieri (2° metodo).

Il primo metodo prevede l’uso di due tipi di tutori, quello morbido e quelli rigidi. Il tutore morbido viene inserito subito dopo l’operazione e deve sempre essere tenuto in vagina, per almeno un mese, anche con l’ausilio di una guaina. Dal settimo giorno dopo l’operazione si inizia ad usare il tutore rigido. La confezione di dilatatori rigidi a suo tempo da me acquistata ne conteneva quattro. Si utilizza quello di una misura leggermente superiore a quella più piccola (il secondo come diametro), e si fanno tre dilatazioni al giorno di venti minuti, previa asportazione di quello morbido. Finita la dilatazione col tutore rigido, si torna ad inserire quello morbido. Dal secondo mese si fanno due dilatazioni al giorno, sempre di venti minuti, procedendo gradualmente con i tutori di diametro superiore, senza più utilizzare il tutore morbido.

Il secondo metodo, con indicazioni di carattere generale, prevede il solo utilizzo di tutori rigidi, secondo lo schema che segue. Per seguire questo metodo si ritiene opportuna una assenza dal lavoro di otto settimane.

1^ settimana

6 dilatazioni al giorno da 30 minuti

2^ e 3^ settimana

5 dilatazioni al giorno da 30 minuti

4^ e 5^ settimana

4 dilatazioni al giorno da 30 minuti

6^ e 7^ settimana

3 dilatazioni al giorno da 30 minuti

dalla 8^ settimana e fino ad un anno circa

2 dilatazioni al giorno da 30 minuti

Nei primissimi giorni dopo l’operazione, come dilatatore, viene usato del cotone avvolto in una retina, che viene tolto il quinto-sesto giorno dopo l’operazione. Inoltre, questo metodo richiede che dal quinto giorno dopo l’operazione, ovvero dal giorno in cui si inizia a camminare, si incominci a “prendere confidenza” col dilatatore vero e proprio (quello rigido), cercando le posizioni che si ritiene ideali e mantenerlo in vagina quanto più possibile (anche un’ora) per diverse volte al giorno. In entrambi i casi, e secondo la sensibilità individuale, il numero di dilatazioni nel secondo anno scende ad una al giorno, poi nell’anno successivo una ogni due giorni e così via.

Inoltre, anche dopo molto tempo e specie dopo prolungati periodi di inattività sessuale, la dilatazione dovrebbe essere fatta almeno una o due volte la settimana per assicurare il mantenimento della profondità e larghezza vaginale. Anche se sono passati molti anni ma avverti restringimenti da una settimana ad un’altra, la frequenza della dilatazione deve essere aumentata sino a quando quei restringimenti cessano.

 

Risposta sessuale

È un aspetto molto personale e soggettivo. Qualcuna ha recuperato subito le sue sensazioni, altre hanno impiegato diversi mesi. La miglior cosa da fare è quella di aspettare e non essere ansiosa al riguardo. Quando succederà, lo saprai.

È bene sapere di dover usare un lubrificante vaginale durante i rapporti sessuali. Alcune riferiscono di essere naturalmente lubrificate. La cosa è possibile. Le secrezioni possono avere due origini: uretrale e vaginale. Le secrezioni uretrali sono probabilmente originate dalle ghiandole di Cowper e dalla prostata. Le secrezioni vaginali rimangono ancora avvolte dal mistero, anche se sono state riportate. L’unico modo per cercare di saperlo è quello di aspettare e vedere come reagisci. Ricordati, in ogni caso, che non ci sono garanzie al riguardo.

Diversi chirurghi avevano usato parti di tessuto uretrale come modo di apportare lubrificazione aggiuntiva. Il tessuto uretrale è per natura di tipo mucoso e continuava a secernere muco e provvedere alla lubrificazione.

Il riacquistare o no la funzione orgasmica è una cosa importante per molte. Come per la lubrificazione, anche questa è una cosa altamente individuale, ed anche qui non esistono garanzie. Succede a volte la prima volta, ad altre anche a distanza di molto tempo dall’intervento, così mantieni un atteggiamento positivo e dopo che sei guarita, inizia a provare. Le cose sono differenti adesso ed avrai la possibilità di sperimentare diversi trucchi, ma durante il processo di apprendimento, la pratica può essere un modo divertente di farlo.

Per gli uomini l’orgasmo è abitualmente abbastanza veloce ed è quasi assicurato ogni qual volta la stimolazione inizia. Per le donne questo non succede sempre, così può essere più efficace avere un approccio al rapporto con l’idea che vuoi solo sperimentare piacere senza cercare appositamente l’orgasmo. Tenere l’orgasmo fuori dalle proprie aspettative aiuta a ridurre l’ansia e la sensazione di frustrazione o fallimento.

L’ambiente fisico circostante può non essere importante per un uomo, ma per molte donne è di estremo aiuto cercare un posto calmo e rilassante dove non essere disturbate. Cercare musica dolce, cose soffici, un bagno caldo, luci soffuse, ecc., ne può trarre giovamento.

Diverse hanno scoperto un innalzamento della sensibilità ai profumi e tattile provenire da un ventilatore a soffitto come una delicata brezza. È risaputo che gli uomini tendono ad avere una più forte componente eccitatoria di tipo visuale/cognitivo, mentre le donne possano ritenere gli stimoli tattili ed olfattivi maggiormente efficaci.

Per una buona sessualità è bene pensare ad un coinvolgimento di tutto il tuo corpo: seno, addome, gambe, viso … tutto.

Qualcuna ha suggerito come ci siano delle componenti di femminilizzazione e fantasie femminili che possono scomparire per un po’ di tempo od anche in modo permanente dopo l’operazione. La dimensione con cui questo fenomeno si manifesta è, ovviamente, molto variabile. In diversi casi, tuttavia, ognuna potrà trovare che le sue principali fantasie necessitino di essere nuovamente sviluppate o rimpiazzate o semplicemente eliminate.

L’operazione ridisegna la mappa dei tessuti e dei nervi per esplorare delicatamente, ma accuratamente, la nuova anatomia. Ci potranno essere molte cose piacevoli e potenti che nemmeno ti aspetti.

Un altro fattore da considerare è il tuo sistema endocrino. Un giusto ed equilibrato equilibrio degli ormoni è spesso critico per una adatta funzionalità sessuale. Sia gli uomini che le donne richiedono il testosterone per il funzionamento della libido e dell’orgasmo. Dopo l’operazione diverse donne hanno verificato che le loro ghiandole surrenali (l’altra fonte di produzione del testosterone) non riescono a produrne abbastanza per una adeguata libido e per l’orgasmo. Può essere necessario che tu abbia bisogno di una piccola dose supplementare per riacquistare queste funzionalità. La quantità richiesta è, ovviamente, molto sotto quella che può causare indesiderati effetti collaterali, quali possono essere la crescita dei peli in varie parti del corpo. Non tutte richiedono questo, ma cerca di ricordarlo nel caso possa esserti utile.

È importante essere paziente ed esplorare il tuo corpo in modo giocoso e gioioso. Non avere troppe aspettative da te stessa, solo mettere in luce quello che ora sei. Prenditi il tempo che ti serve e lascia che la tua mente ed il tuo spirito abbiano un ruolo in questa esperienza. Dai a te stessa la libertà di amarti veramente, ed appezzare la tua propria bellezza e sensualità unica. Del cattivo sesso è probabilmente meglio di niente, ma del buon sesso, beh…

 

Cosa portare con sé (in ospedale)

 

·        Vestiti e biancheria intima (specie mutande). Sono sconsigliati i pantaloni per il ritorno a casa, specie se attillati

·        Pantofole e vestaglia

·        Asciugamani

·        Toeletteria personale (sapone, spazzolino da denti e dentifricio, shampoo, bagnoschiuma, ecc)

·        Asciugacapelli con eventuale prolunga, pettine o spazzola, forbici per unghie

·        Pannolini fortemente assorbenti (almeno tre confezioni)

·        Fazzoletti (anche di carta)

·        Eventuale cuscino gonfiabile, in quanto dal primo giorno in cui si comincia a camminare, e per diverse settimane, sedersi può provocare molto fastidio, se non male, specie se su superfici dure

·        Eventuale radio con cuffia e/o lettore CD/MP3 con cuffia (si sconsiglia la TV, l’Ospedale è un luogo di dolore per molte persone, che non desiderano essere disturbate, anche di giorno)

·        Eventuale libro o riviste

·        Eventuali medicinali che assumi regolarmente (es.: se sei diabetica, se hai problemi cardiaci, renali, ecc.), ad esclusione degli ormoni

 

Consigli per gli acquisti (cose da avere al ritorno a casa)

Articolo

Descrizione dettagliata

Quantità

Padella sanitaria

 

Una

Renetta acciaio inox (o Bacinella dedicata)

Per sterilizzare siringoni e cateteri

Una

Lenzuolini per medicazioni

Es.: Dignity salvaletto, traverse monouso, 40x60

Almeno una confezione

Asciugamani

 

Almeno quattro

Rotoli carta assorbente

 

Almeno quattro rotoli (due confezioni)

Fazzolettini igienici (o per bambini)

 

Almeno tre confezioni

Betadine

Farmaco antisettico

Almeno una confezione

Siringoni 60 cc

 

Almeno dieci

Cateteri vaginali

consigliati quelli del nr. 12

Almeno venti

Amuchina

Farmaco antisettico

Una bottiglia da un litro

Cotone idrofilo

 

Due confezioni da 100 g

Pannolini fortemente assorbenti

 

Almeno otto confezioni

Pannolini assorbenti

 

Almeno otto confezioni

Garzine

da mettere sopra gli assorbenti in caso di forti perdite di sangue e plasma

Almeno quattro confezioni

Luan

Lubrificante (anche per uso vaginale)

Almeno sei confezioni

Soluzione fisiologica

Soluzione con sale al 0,9 % (la puoi anche preparare da sola: tre cucchiaini colmi di sale in un litro d’acqua

Dieci confezioni da ½ litro

facoltativo: NeoMercurocromo

Farmaco antisettico

Almeno una confezione

facoltativo: Aulin

Anti-infiammatorio

Almeno una confezione

facoltativo: Contramal (o Toradol)

Antidolorifico

Almeno due confezioni

facoltativo: Lady Presteril Multi-Gyn Actigel

Previene e tratta i disturbi vaginali

Almeno una confezione

 

Tutti gli articoli “consumabili” indicati dovrebbero servire per almeno un mese, il tempo necessario per riacquistare le forze necessarie per poterli nuovamente acquistare in negozio o farmacia

Last revision 03/06/2007